lunedì 28 luglio 2014

Tiziano Terzani monologo sulla felicità.

28 luglio 2014: 10 anni fa Terzani moriva nella sua casa all'Orsigna.
Oggi voglio rendergli omaggio perchè le sue idee, le sue parole, la semplice verità di quello che ha detto e di quello che ha scritto, restino sempre con noi, non sbiadiscano con il tempo ma diventino ogni giorno di più balsamo per una umanità che sembra avere smarrito la strada maestra. Grazie Tiziano. Ti abbraccio forte forte Francesca

8 commenti:

  1. Buona sera Cicabuma, ho dato una lettura qua e là al tuo blog dopo aver notato il tuo commento da Sari.
    Mi appassionano molto i libri di Tiziano Terzani.
    E' proprio vero che l'umanità purtroppo si basa sulla materia e non gioiamo più nelle scoperte.
    E' una filosofia che davvero ho sempre condiviso, l'accontentarsi!
    Un caro saluto e a presto!

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    1. Ciao Carla, mi fa piacere che tu sia passata da queste parti.
      I libri di Terzani li riprendo in mano spesso, soprattutto quelli dell'ultimo periodo, perchè mi dicono, in un linguaggio semplice e diretto, quelle verità che ho sempre avuto dentro di me ma non riuscivo ad esprimere. E ogni volta leggo qualcosa di nuovo, qualcosa che non avevo colto, che non avevo capito. I libri di Terzani sono miniere inesauribili.
      Un bacio
      Francesca

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  2. La felicità. Mi rendo conto che questa parola è sparita da ogni vocabolario. I guai sono così tanti che sarebbe già tanto poter parlare di sicurezza, di quiete.
    "Siamo sicuri che il progresso debba essere solo crescita?" Ecco, questa domanda dovremmo porcela tutti e scegliere di non impastoiarsi in quei meccanismi di cui parla TT... lavorare tanto per produrre quel che altri, per acquistarli, dovranno lavorare tanto. Si potrebbe fare?
    La parola accontentarsi non è equivoca?
    Ciao Francesca, ciao Carla.

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    1. Perchè non ti piace la parola accontentarsi? A me piace e credo che sia una bellissima parola. Io la intendo nel significato di "porre un limite ai desideri", fare cernita nei desideri, capendo cosa è veramente importante. Non credo che accontentarsi significhi "privarsi di qualcosa" perchè una volta che hai capito che quella cosa è superflua, privarsene non è sacrificio. Io la intendo così!!!
      Un abbraccio
      Francesca

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  3. forse veramente la parola accontentarsi si presta ad essere interpretata in negativo. Io parlerei di apprezzare e gioire di ciò che si ha - e non parlo certamente solo di "beni materiali"., coltivando noi stessi e ciò che " possediamo" in ragione di una continua crescita.Buona giornata a tutte Emanuela

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    1. Idem come sopra!
      Alla fine quello che dici tu è quello che dico io! E' solo da mettersi daccordo sui termini.
      Bacioni bacioni
      Francesca

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  4. Condivido, profondamente.
    Un carissimo saluto
    Lucia

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    1. STUPENDO rivederti da queste parti e sono contenta che Terzani ti abbia "stanata". Allora, che mi dici di te. Come stai? Ho visto che il tuo blog è ancora fermo al 2011.
      Fatti rivedere. Ti abbraccio
      Francesca

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